Quadri di Giorgetti e Rothko appesi al contrario
domenica 19 giugno 2011
sabato 23 aprile 2011
Quadri di Giorgetti e Rothko appesi al contrario di Adriana Baldi
LISBONA – Quando un artista contemporaneo viene paragonato a un Mito del passato, solitamente si pensa alla solita trovata pubblicitaria o al tocco di genialità dell’industria del marketing per muovere il suo nome. Ma qui ci troviamo di fronte a una realtà lampante che supera la coincidenza e che sembra un segno del Fato.
Mi riferisco al pittore italiano Giorgetti da qualche anno paragonato al grande Mark Rothko e nello stesso tempo, provo un’intensa felicità e sciovinistico orgoglio, nell’avvertire quasi un passaggio di testimone nella Storia dell’Arte; una data importante che non è solo un caso: la data della morte di Rothko (1970) che coincide con la data di nascita dell’artista Giorgetti e un susseguirsi di circostanze che, giorno dopo giorno sconvolgono la mia conoscenza della storia dell’Arte e mi persuadono sempre più che l’erede del Pittore americano vive proprio in casa nostra.
Divideva i due Artisti l’oceano Atlantico, li ha uniti l’Arte, gli eventi, la magia del colore e la purezza della rappresentazione pittorica. Forse proprio quella semplicità che li ha messi al centro dello stesso episodio nel giro di pochi anni. L’opera ‘Arancio e Violetto’ di Giorgetti esposta lo scorso mese alla famosissima "Colorida Galeria de Arte e Design" di Lisbona è stata appesa al contrario dalla banale svista di un addetto alla mostra. Nessun problema per l’esposizione del quadro dell’Artista milanese d’adozione che firmando le sue tele due volte regala la scelta espositiva in due versioni, ma la sua volontà è di attenersi (almeno nelle mostre) al titolo quindi non ‘Violetto e Arancio’ (nella foto). Nessuno appenderebbe la "Monna Lisa" di Leonardo a testa in giù, o "I Girasoli" di Van Gogh rovesciati, quindi è logico pensare che un quadro contemporaneo per giunta astratto possa incorrere in degli errori simili. Eppure anche uno dei più famosi quadri di Mark Rothko, il grande pittore moderno americano, è stato appeso girato all'incontrario nella mostra a lui dedicata nel 2008 al Museo Tate Modern di Londra (Un altro destino che lega i due Pittori). A riverlarlo è l'autorevole rivista "The Art Newspaper", il cui scoop viene anche anticipato con ampio rilievo dal Sunday Times.
Il quadro in questione è "Black on Maroon" tra i più famosi di Rothko: una serie di strisce nere su uno sfondo rossiccio e ocra. Ma il pittore lo aveva dipinto e voleva che fosse guardato con le strisce che appaiono in senso orizzontale; mentre invece la personale della Tate Modern lo ha appeso con le strisce in senso verticale. Quel che è peggio, che al contrario di Giorgetti, qui non si tratterebbe di un errore, bensì di una scelta determinata. Il curatore dell'esibizione avrebbe deciso, in sostanza, che quel quadro produceva un migliore effetto con le strisce verticali anziché orizzontali, contraddicendo la volontà dell’Artista lettone d’America.
Rothko, che donò il quadro alla Tate Modern prima di togliersi la vita, aveva precisato le sue disposizioni su come appenderlo in una serie di discussioni con Norman Reid, all'epoca direttore del museo londinese, prima che il quadro venisse esposto per la prima volta al pubblico nel 1970. Secondo quanto scrive la rivista "Art Newspaper", la firma apposta dell'artista sul retro dell’Opera non lascia dubbi al riguardo di quale lato debba stare in alto e quale in basso. Non a caso, le tele di Giorgetti, recano la propria firma, sia in basso a destra, sulla tela, che in alto a sinistra, infatti, visionando una mostra del grande Rothko, un’altra opera fu posizionata al contrario, ‘Non vorrei accadesse mai a me’ disse Giorgetti: da quel momento tutti i suoi quadri sono in up/down. L’Astrattista contemporaneo continua il percorso in chiave moderna come una sorta di staffetta naturale dettata dal destino regalando all’Arte una visione multiculturale del pensiero dalle mille sfaccettature poliedriche. Le Opere di Giorgetti, si legano per vari motivi, e non solo visivi, al grande Rothko sono spesso divise da una linea di confine,che potrebbe essere una deadline, tra vita e morte (passaggio staffetta tra i due artisti). Essa potrebbe rappresentare una linea di confine tra due mondi lontani (l’allontanamento dalla terra d'origine che tocca entrambi). Comunque, le impressioni alla Mostra su ‘Arancio e Violetto’ appesa al contrario, variano. "una scelta che cambia il modo di guardare un quadro, e di interpretarlo", dice: Anna Letterman, al Monday Times. “Io la preferisco col Violetto in alto”, afferma invece: Dario Sterletti. In fondo il bello dell'arte astratta è che ognuno può vederci quello che vuole, anche se un minimo di attenzione in più sarebbe gradita, soprattutto dagli Artisti.
Il quadro in questione è "Black on Maroon" tra i più famosi di Rothko: una serie di strisce nere su uno sfondo rossiccio e ocra. Ma il pittore lo aveva dipinto e voleva che fosse guardato con le strisce che appaiono in senso orizzontale; mentre invece la personale della Tate Modern lo ha appeso con le strisce in senso verticale. Quel che è peggio, che al contrario di Giorgetti, qui non si tratterebbe di un errore, bensì di una scelta determinata. Il curatore dell'esibizione avrebbe deciso, in sostanza, che quel quadro produceva un migliore effetto con le strisce verticali anziché orizzontali, contraddicendo la volontà dell’Artista lettone d’America.
Rothko, che donò il quadro alla Tate Modern prima di togliersi la vita, aveva precisato le sue disposizioni su come appenderlo in una serie di discussioni con Norman Reid, all'epoca direttore del museo londinese, prima che il quadro venisse esposto per la prima volta al pubblico nel 1970. Secondo quanto scrive la rivista "Art Newspaper", la firma apposta dell'artista sul retro dell’Opera non lascia dubbi al riguardo di quale lato debba stare in alto e quale in basso. Non a caso, le tele di Giorgetti, recano la propria firma, sia in basso a destra, sulla tela, che in alto a sinistra, infatti, visionando una mostra del grande Rothko, un’altra opera fu posizionata al contrario, ‘Non vorrei accadesse mai a me’ disse Giorgetti: da quel momento tutti i suoi quadri sono in up/down. L’Astrattista contemporaneo continua il percorso in chiave moderna come una sorta di staffetta naturale dettata dal destino regalando all’Arte una visione multiculturale del pensiero dalle mille sfaccettature poliedriche. Le Opere di Giorgetti, si legano per vari motivi, e non solo visivi, al grande Rothko sono spesso divise da una linea di confine,che potrebbe essere una deadline, tra vita e morte (passaggio staffetta tra i due artisti). Essa potrebbe rappresentare una linea di confine tra due mondi lontani (l’allontanamento dalla terra d'origine che tocca entrambi). Comunque, le impressioni alla Mostra su ‘Arancio e Violetto’ appesa al contrario, variano. "una scelta che cambia il modo di guardare un quadro, e di interpretarlo", dice: Anna Letterman, al Monday Times. “Io la preferisco col Violetto in alto”, afferma invece: Dario Sterletti. In fondo il bello dell'arte astratta è che ognuno può vederci quello che vuole, anche se un minimo di attenzione in più sarebbe gradita, soprattutto dagli Artisti.
Di Adriana Baldi (con citazioni di Enrico Franceschini e il critico/giornalista M.T. Prestigiacomo)
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